Come saranno le punzonatrici del futuro?

La punzonatura è considerata ormai una metodologia di lavorazione consolidata, ma nonostante ciò, l’innovazione continua apportata dai progettisti e costruttori consente di mantenere elevato il proprio livello di competitività. Quindi cosa deve avere la punzonatrice del futuro? Sicuramente deve essere flessibile e automatica e i maggiori benefici attesi si possono sintetizzare nel concetto di ampliamento del range produttivo. Non solo effettuare più tipi di lavorazioni ma soprattutto, farle il più possibile in maniera automatizzata. Per quanto riguarda il futuro, qualsiasi punzonatrice deve sicuramente poter eseguire molte deformazioni, in particolar modo le pieghe; quindi deve diventare quasi una pannellatrice.

L’innovazione più importante negli ultimi anni nel settore della punzonatura è rappresentata dalla lavorazione senza grigliato residuo anche per pezzi di forma non squadrata con un nesting geometrico, come per un impianto di taglio laser, su una punzonatrice con una aumento del 15% dell’utilizzo del materiale. Si punta inoltre molto sulla sicurezza di processo e quindi sul controllo rottura punzone e rottura maschio di filettatura per garantire pezzi sempre finiti, passando all’adozione di sensori e accorgimenti che permettano alla macchina di ripartire da sola nel caso di piccoli impuntamenti della lamiera o del pezzo.

Non bisogna poi dimenticare la lavorazione senza graffi, tramite la matrice abbassabile, accompagnata dalla funzione sbavatura che permettono, grazie a nessun contatto tra matrice e superficie inferiore del foglio durante la sua movimentazione e la sbavatura delle micro bave di punzonatura, una qualità elevatissima della superficie inferiore del foglio. Oggi inoltre, tramite una punzonatrice, è possibile creare griglie che durante la lavorazione rimangono piane anche con alti spessori, grazie a movimenti congiunti matrice, premi lamiera punzone. La punzonatrice del futuro sarà quindi una macchina più automatica a 360°, garantendo sempre, proprio per ragione di processo, uno scarico separato e impilato di tutti i pezzi, cosa che oggi un impianto Laser non riesce sempre a garantire.